
Si tratta di un’opera che unisce femminilità, resistenza e la pura gioia dell’esistenza. Realizzata nel caldo e terroso marmo Rosso Verona, la scultura porta con sé la storia di questo luogo, una storia di trasformazione, forza e bellezza organica.
La forma di questa scultura, alta circa 2,10 metri, è ispirata alla chiocciola, una creatura spesso trascurata, ma dal profondo simbolismo: pazienza, protezione, resilienza e l’idea di portare sempre con sé la propria casa, il proprio essere. La spirale che emerge nelle curve della testa riflette questo movimento inarrestabile di crescita e divenire, ma anche di ritiro, protezione di sé e riflessione interiore.

La femminilità è al centro di quest’opera. Le forme ampie e arrotondate, la postura aperta ma profondamente radicata, le incisioni e le strutture distinte all’interno della pietra parlano tutte di una forza primordiale, delicata e al contempo implacabile. La scultura si ripiega su se stessa, ma sfida anche lo spettatore. Non è solo un simbolo di dolcezza né una rappresentazione lineare della forza.


La grande cicatrice sul fianco (un’inclusione naturale nel blocco di marmo) rivela senza compromessi la durezza della vita, giocando con questi contrasti e mostrando chiaramente che la femminilità, nella sua essenza, è proprio questo: un equilibrio tra vulnerabilità e resilienza.

Rosenrot non è però solo una riflessione sulla forza e sull’identità, ma anche un’espressione di pura gioia di vivere. La postura eretta, la leggerezza quasi danzante insita nella massa della pietra, parla di un’esistenza orgogliosa. La scultura celebra la vita, la crescita e la bellezza dell’imperfezione, chiaramente visibile nelle fratture naturali della pietra, non nascoste ma anzi volutamente valorizzate.
Durante il processo creativo, per me era importante lasciare respirare la pietra, darle spazio per raccontare la propria storia. Rosenrot è un’opera che non è solo da guardare, ma da sentire. Gioca con le texture, la luce e l’ombra, il movimento e la quiete. E naturalmente porta il bellissimo nome di una donna forte tratta da una fiaba dei fratelli Grimm.

In definitiva, l’interpretazione resta aperta: è un tributo alla resilienza della vita? Una celebrazione della femminilità? Oppure semplicemente un invito a essere orgogliosi di chi siamo?
Spero che chiunque si trovi davanti a questa scultura possa scoprirvi un pezzo della propria storia.
Verona (Italia) 2010

